Avevo messo la sveglia alle 8.
Ale 10 è entrata mia mamma, altrimenti avrei tirato a diritto fino a chissà quando. E stavo dormendo da ben 11 ore!
Ma il sonno è una condizione che entra a far parte della vita di ogni studente universitario. Ci si deve fare l'abitudine.
Andare a lezione ogni giorno alle 8.30 (ok ok, lo ammetto. Non vado proprio ogni giorno, come oggi), studiare tutto il pomeriggio, fare tardi nel weekend (ancora non ho intenzione di eliminare del tutto la mia vita sociale, per quello ci sarà tempo negli anni a venire)...e le forze svaniscono sempre di più.
E adesso via, si inizia a studiare.
Embriologia arrivo!
Michi
"L'unico modo di valutare la tua crescita come medico e come esssere umano è assicurarti di non ripetere gli stessi errori di volta in volta."
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lunedì 14 novembre 2011
domenica 13 novembre 2011
La prima volta in corsia.
Per quanto mi riguarda, l'esperienza più bella del primo anno è stata quella del Tirocinio.
Il caso (nonchè l'ordine alfabetico) mi ha assegnata al reparto di Osservazione Breve, in cui si trovano le persone che, dopo essere state al Pronto Soccorso, hanno bisogno di ulteriori controlli e analisi prima di essere dimesse o mandate in altri reparti specializzati.
Da orario avremmo dovuto presentarci in ospedale dalle 10.30 alle 13.30, cinque giorni alla settimana di cui uno dedicato al Briefing (durante il quale ci confrontavamo sulle nostre impressioni, tra di noi e con uno psicologo), per due settimane del I semestre.
Ma quello è l'orario in cui in reparto non c'è (quasi) niente da fare, quindi la Capo Reparto ha deciso che io e il mio compagno potevamo arrivare alle 8 per seguire il giro di visite del Medico.
Ovviamente non potevamo fare niente di che, abbiamo misurato le pressioni, ci hanno fatto ascoltare il cuore e i polmoni, qualche volta abbiamo aiutato i pazienti ad alzarsi dal letto. Una mattina invece la Capo Reparto ci ha fatto fare un giro tra i pazienti da soli, prima della visita del medico, per prendere i parametri fondamentali e segnarli su una tabella: frequenza respiratoria, frequenza cardiaca, pressione, temperatura corporea e il punteggio della GCS. La Glasgow Coma Scale è un punteggio che si assegna per valutare lo stato di coscienza e di risposta verbale, motoria e oculare agli stimoli.
Il caso (nonchè l'ordine alfabetico) mi ha assegnata al reparto di Osservazione Breve, in cui si trovano le persone che, dopo essere state al Pronto Soccorso, hanno bisogno di ulteriori controlli e analisi prima di essere dimesse o mandate in altri reparti specializzati.
Da orario avremmo dovuto presentarci in ospedale dalle 10.30 alle 13.30, cinque giorni alla settimana di cui uno dedicato al Briefing (durante il quale ci confrontavamo sulle nostre impressioni, tra di noi e con uno psicologo), per due settimane del I semestre.
Ma quello è l'orario in cui in reparto non c'è (quasi) niente da fare, quindi la Capo Reparto ha deciso che io e il mio compagno potevamo arrivare alle 8 per seguire il giro di visite del Medico.
Ovviamente non potevamo fare niente di che, abbiamo misurato le pressioni, ci hanno fatto ascoltare il cuore e i polmoni, qualche volta abbiamo aiutato i pazienti ad alzarsi dal letto. Una mattina invece la Capo Reparto ci ha fatto fare un giro tra i pazienti da soli, prima della visita del medico, per prendere i parametri fondamentali e segnarli su una tabella: frequenza respiratoria, frequenza cardiaca, pressione, temperatura corporea e il punteggio della GCS. La Glasgow Coma Scale è un punteggio che si assegna per valutare lo stato di coscienza e di risposta verbale, motoria e oculare agli stimoli.
martedì 8 novembre 2011
L'inizio.
Il percorso di studi di Medicina è entusiasmante, totalizzante, meraviglioso. Condividerlo, raccontarlo a qualcuno, lo rende ancora più speciale.
Ma è altrettanto impegnativo, arduo, ricco di sacrifici. Non mancheranno crisi, voglia di mollare, bisogno di sfogarsi.
Ecco perchè ho deciso di aprire un blog in cui raccontare il mio, speriamo proficuo, percorso da studentessa di Medicina.
Mi chiamo Michela, ho 21 anni, e sono iscritta al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze.
Ho superato il test d'ingresso l'anno scorso, dopo averlo provato per la seconda volta. Si sa, il test è veramente un terno al lotto in cui ciò che conta maggiormente, purtroppo, è la cara e vecchia botta di culo. Ho visto persone studiare durante tutto l'ultimo anno di liceo e posizionarsi più in basso di chi aveva fatto il minimo indispensabile. Preparazione, concentrazione e fortuna. Ma non è impossibile passarlo...se ce l'ho fatta io! :P
Ma è altrettanto impegnativo, arduo, ricco di sacrifici. Non mancheranno crisi, voglia di mollare, bisogno di sfogarsi.
Ecco perchè ho deciso di aprire un blog in cui raccontare il mio, speriamo proficuo, percorso da studentessa di Medicina.
Mi chiamo Michela, ho 21 anni, e sono iscritta al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze.
Ho superato il test d'ingresso l'anno scorso, dopo averlo provato per la seconda volta. Si sa, il test è veramente un terno al lotto in cui ciò che conta maggiormente, purtroppo, è la cara e vecchia botta di culo. Ho visto persone studiare durante tutto l'ultimo anno di liceo e posizionarsi più in basso di chi aveva fatto il minimo indispensabile. Preparazione, concentrazione e fortuna. Ma non è impossibile passarlo...se ce l'ho fatta io! :P
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